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Split payment: i professionisti che lavorano per la P.A. non incasseranno più l'IVA Nuovo

Dal 1°luglio 2017, per effetto dello Split payment, i professionisti che collaborano con la P.A. non incasseranno più l'IVA.

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Fonte: cngeologi.it

 

A decorrere dal 1°luglio 2017, i professionisti che collaborano con la pubblica amministrazione sono tenuti a versare l'IVA sulle fatture emesse direttamente allo Stato. Questo è ciò che prevede l'estensione dello Split payment, approvato con decreto legge l'11 aprile dal Consiglio dei Ministri.

 

Cos'è lo Split payment?

 

Lo Split payement è il meccanismo per la liquidazione dell'IVA introdotto dalla Legge di Stabilità del 2015 (LEGGE 23 dicembre 2014, n. 190 ).

 

Esso regola i rapporti tra le imprese private e la Pubblica amministrazione. L'impresa versa l'ammontare dovuto al netto dell'IVA al soggetto pubblico. Successivamente il soggetto pubblico verserà l'IVA dovuta sull'operazione.

 

Da Luglio, secondo il DECRETO-LEGGE 24 aprile 2017, n. 50, invece il meccanismo dello split payment regolerà anche i rapporti tra professionisti soggetti a ritenuta d'acconto e pubblica amministrazione.

 

Chi sono i professionisti coinvolti?

 

Secondo l'articolo 17 ter del d.p.r. 633/1972, i soggetti interessati dal meccanismo di versamento dell'IVA sono:

 

  • lo Stato;
  • gli organi dello Stato ancorchè dotati di personalità giuridica;
  • gli enti pubblici territoriali;
  • i consorzi costituiti tra enti pubblici ai sensi dell’art. 31, D.Lgs. n. 267/2000;
  • le CCIAA;
  • gli istituti universitari;
  • le aziende sanitarie locali;
  • gli enti ospedalieri;
  • gli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico;
  • gli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza.


La nuova fattura dei professionisti dovrà essere trasmessa in formato elettronico e contenere la frase “scissione dei pagamenti”.

Altra novità è che lo Split payment sarà esteso anche alle società controllate.

 

Il meccanismo della "scissione dei pagamenti" avrà come conseguenza il mancato incasso dell'IVA da parte dei professionisti coinvolti dal provvedimento. Essi si troveranno a credito con la Pubblica amministrazione e saranno costretti a chiedere il rimborso dell'IVA, con tempi d'attesa molto lunghi.

 

Le associazioni di categoria hanno espresso il loro dissenso nei confronti di una manovra che comporterà un significativo drenaggio di liquidità per i professionisti.

 

Infatti, essi sono già soggetti ad una ritenuta IRPEF del 20%. Nel 2015, era già stata proposta l'estensione della scissione dei pagamenti ai professionisti, ma grazie ad un emendamento delle associazioni di categoria, si decise di escludere ogni possibile estensione dello split payment.

 

La manovra ha lo scopo infatti di evitare l'evasione delle tasse ma in realtà si risolve piuttosto come la necessità di rimpinguare le casse dello Stato.

 

Con la ritenuta IRPEF del 20%, la fatturazione elettronica e la trasmissione trimestale dell'IVA, i pagamenti sono già ampiamente tracciabili. Quindi, difficilmente si potrebbe evadere il fisco.

 

Anzi, il meccanismo dello split payment metterebbe ulteriormente in ginocchio migliaia di professionisti.

 

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Laura Maiellaro 4.3 1 feedback Pubblicista
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