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Le 10 professioni favorite con il Jobs Act: impiegati e cuochi in crescita Nuovo

La CGIA di Mestre ha elaborato una graduatoria dei lavori “top & down” tra il 2014 e il 2016. Alle prime posizioni lavori impiegatizi e ristorazione.

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Fonte: cngeologi.it

 

L'ufficio Studi della CGIA di Mestre ha elaborato un vero e proprio "borsino delle professioni", stilando una graduatoria delle professioni in crescita e in declino negli anni tra il 2014 e il 2016.

 

Dallo studio emerge che le professioni maggiormente favorite dal Jobs Act sono quelle di impiegati, segretarie, cuochi, camerieri, baristi e agenti assicurativi.

 

Mentre quelle più penalizzate sono i camionisti, gli autisti, gli operati e artigiani specializzati nelle rifiniture e nelle costruzioni (posatori di piastrelle e di tegole, i vetrai, gli idraulici, gli elettricisti, i serramentisti, etc.), i collaboratori domestici non qualificati, i sarti e gli operai del tessile/abbigliamento, i bancari e i periti in campo ingegneristico/edilizio.

 

L'analisi include tutti gli occupati, sia lavoratori dipendenti sia autonomi con partita IVA, assunti nel periodo tra il 2014-2016, in concomitanza con l'entrata in vigore del Jobs Act.

 

L'analisi è stata condotta su un campione di 100.000 occupati per professione, su un totale di 58 professioni su 129 presenti in Italia. Circa l'87% del totale.

 

Le 10 professioni in crescita nel triennio sotto esame sono risultate le seguenti:

 

1 - Impiegati a segreteria/affari generali: 1.223,4

2 – Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione: 1.150,2

3 – Tecnici delle attività finanziarie/assicurative: 381,0

4 – Facchini, imballatori, addetti alle consegne: 480,2

5 – Specialisti gestionali: 502,4

6 – Imprenditori e responsabili di piccole aziende (non artigiane): 377,8

7 – Meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori di auto/macchine fisse/mobili: 428,1

8 - Baby sitter, badanti e personale qualificato di assistenza nei servizi personali: 505,6

9 – Specialisti in scienze (fisici, chimici, matematici, progettisti software, geologi ecc.): 239,1

10 – Specialisti in scienze giuridiche: 255,8

 

In cima alla classifica sono presenti gli impiegati alla segreteria che sono aumentati di 118.300 unità (+10,7 per cento). Seguono i cuochi, i camerieri e i baristi che hanno registrato un incremento in termini assoluti di 110.400 unità (+10,6 per cento) e gli agenti assicurativi/bancari, con 64.000 addetti in più (+20,2 per cento). Appena fuori dal podio troviamo i facchini, gli imballatori e gli addetti alle consegne, con un variazione degli occupati pari a +61.900 (+14,8 per cento) e gli analisti gestionali/di mercato e pubbliche relazioni che sono cresciuti di 54.600 unità (+12,2 per cento).

 

Le professioni in discesa invece risultano quelle nel campo dei trasporti: come l'autista, in perdita di 38.700 unità (- 7 per cento). In grosse difficoltà anche i mestieri legati al mondo dell’edilizia: tra il 2014 e il 2016 gli artigiani e gli operai specializzati nelle rifiniture (come i posatori di piastrelle e di tegole, gli idraulici, gli elettricisti, i serramentisti e gli addetti ai sistemi di coibentazione) sono diminuiti di 36.100 unità (-8,5 per cento). Forte caduta numerica anche dei collaboratori domestici non qualificati per servizi alla casa (non per l’assistenza) che sono scesi di 32.800 unità (-6,7 per cento). Gli accompagnatori delle persone disabili, gli addetti alla formazione e all’orientamento dei giovani hanno subito una contrazione di 22.600 unità (-12,8 per cento). In difficoltà, infine, anche i tecnici in campo ingegneristico: come i periti/tecnici meccanici, elettrotecnici, elettronici e quelli occupati nel settore delle costruzioni (-17.000 pari a -3,8 per cento).

 

Il Jobs Act è entrato in vigore nel marzo del 2015 e tra il 2014 e il 2016 gli occupati in Italia sono aumentati di quasi 479.000 unità (+2,1 per cento). La platea complessiva di coloro che lavorano, invece, ha raggiunto quota 22.757.800 addetti tra dipendenti e autonomi.

 

Dall'analisi emerge come le professioni artigianali stiano scomparendo a causa del fatto che i giovani non si avvicinano più a questi mestieri e anche per le profonde trasformazioni del mercato del lavoro.

 

Fonte: Cgiamestre

 

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Laura Maiellaro 4.3 1 feedback Pubblicista
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