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Data protection officer: la professione del prossimo futuro Nuovo

45mila posti di lavoro per il Data protection officer, il mestiere del futuro, ma le competenze da sviluppare sono molto elevate.

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Fonte: security-marathon.be

 

Il nuovo Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati personali che andrà in vigore fra un anno, stabilisce che le pubbliche amministrazioni e le aziende pubbliche dovranno dotarsi di una nuova figura professionale. In particolare, quelle che trattano su larga scala dati sensibili o a rischio.

 

Si chiamerà Data protection officer ossia il "Responsabile della protezione dati". Una figura che però sta già facendo discutere per le elevate competenze di cui dovrà essere dotata.

 

Secondo l'Osservatorio di Federprivacy, le opportunità di lavoro per questa figura professionale si stimano sulle 45mila unità. Il nodo cruciale rimane la formazione di questi professionisti della privacy. Il Regolamento europeo infatti, richiede elevate competenze tecniche per i Data protection officer.

 

In particolare, si richiede che questa figura professionale abbia un'adeguata conoscenza della normativa sui dati personali a livello nazionale ed europeo. Dal punto di vista della formazione esistono numerosi corsi e certificazioni ma che non danno un'adeguata preparazione. Essa può essere raggiunta solamente se affiancata da un'esperienza significativa della materia.

 

Secondo i dati di Federprivacy, il 74% delle imprese non ha ancora un data protection officer mentre una buona parte ha scelto un profilo con una formazione informatica. Solamente il 37% dei professionisti scelti ha un background giuridico.

 

La figura del Data Protection Officer è una figura multidisciplinare. Si è avanzata l'ipotesi che essa possa configurarsi non in unico soggetto ma in un team di professionisti. Avvocati, ingegneri e aziende tecnologiche devono collaborare sul fronte legale, informatico e persino strutturale.



"Bisogna infatti progettare anche servizi, prodotti e processi in maniera amica della privacy sin dalla loro ideazione e nel loro sviluppo." afferma l'Avv. Luca Bolognini, presidente dell'Istituto Italiano per la Privacy (Fonte: adnkronos.com)



In ogni caso, le aziende dovranno conformarsi ai dettami del Regolamento europeo entro il 25 maggio 2018. Da questo momento in poi, infatti, saranno applicabili anche le sanzioni, che potranno arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato annuo dei trasgressori.

Laura Maiellaro 4.3 1 feedback Pubblicista
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