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Cedolare secca sugli affitti e dichiarazione di illegittimità da parte della Corte Costituzionale Nuovo

Tempo fa andò in onda su Italia 1, alle Iene, un servizio che mostrava come un inquilino, senza contratto di locazione, riusciva ad avere la meglio su locatore grazie alla legge definita "Cedolare Secca sugli affitti" che permetteva di uscirsene con un contratto a regola, un prolungamento del periodo d'affitto e soprattutto un abbattimento del canone che poteva arrivare fino all'80%. Di seguito pubblico il link della puntata delle Iene:

 

In molti sicuramente saranno andati a ricercare in Internet qualche informazione aggiuntiva sulla legge. Personalmente ho notato che nel web regna un po di confusione in merito. Proverò in quest'articolo a fare chiarezza.

La Cedolare secca sui contratti di locazione è, dal 2011, un regime facoltativo a quello ordinario e sostituisce: Irpef ed addizionali, Imposta di registro ed Imposta di bollo. 

I contribuenti interessati sono le persone fisiche tirolari di diritto di proprietà o diritto reale di godimento su unità abitative locate (sottolineo Solo persone fisiche!), mentre gli immobili interessati a questa normativa sono le unità abitative accatastate nelle categorie da A1 ad A11 e relative pertrinenza, esclusa la A10 ovvero uffici e studi privati.

Il locatore che intende avvalersi del nuovo regime dovrà dare adeguata comunicazione all'affittuario tramite raccomandata.

L'imposta viene calcolata come il 21% sul canone di locazione stabilito (che diventa 19% nei comuni con carenza di disponibilità abitativa) e si versa nella seguente modalità:

  • Acconto del 95% che può essere versato in un unica rata se inferiore a 257,52 Euro entro il 30 Novembre, oppure in due rate, una del 40% entro il 16 Giugno ed un altra del rimanente 60% entro il 30 Novembre.
  • Il saldo va versato entro il 16 Giugno dell'anno successivo o entro il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,4%.

La durata dell'Opzione è per l'intera durata del contratto (o proroga, o residua durata).

Ma veniamo ora alla parte che interessa tutti, quella riferita al Servizio di Giulio Golia. Stiamo parlando dell'Art.3 Comma 8 che andava a regolare gli affitti in nero: se gli inquilini erano totalmente o parzialmente in nero, potevano recarsi presso l'Agenzia delle Entrate e registrare il contratto reale.

Così facendo il contratto diventava un 4+4, poteva durare quindi fino ad 8 anni ed il nuovo canone veniva calcolato moltiplicando x3 la rendita catastale. In questo modo l'abbattimento poteva arrivare fino all'80%!!

In molti avranno notato che l'intera parte riferita all'Art.3 l'ho scritta al passato, questo perché la Corte Costituzionale con la sentenza 50/2014 ha dichiarato illegittimo tale articolo, rendendo così nulle le registrazioni dei contratti fatti dagli inquilini a nero a partire dal 6 Giugno 2011, tutto ciò nonostante che nel 2013 c'era stato un boom di adesioni alla Cedolare Secca facendo emergere migliaia e migliaia di casi di inquilini a nero e senza diritti. 

Per altre informazioni sulla Cedolare Secca: http://www.agenziaentrate.gov.it/

Vincenzo De Vita 0.0 0 feedback Commercialista
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