Voti: 0
Impermeabilizzare terrazzo Nuovo
Salve, mi trovo in una situazione poco chiara. Sono proprietario di un immobile, in cui il tetto di una mia pertinenza, posizionata a pianterreno, corrisponde al pianerottolo della scala dell'abitazione di un mio vicino. Il suddetto pianerottolo, ha subito qualche danno, tant'è che già da un anno, mi ritrovo con il soffitto della pertinenza sempre bagnato e la stessa ormai completamente allagata. Il mio vicino sostiene che i lavori di ripristino dell'isolamento siano anche a mio carico. Premetto che la scala che sovrasta la mia pertinenza e che consente l'accesso all'abitazione del vicino, è ad uso esclusivo dello stesso. La situazione di stallo che si è generata, sta favorendo il deterioramento della mia proprietà ed il vicino disinteressato, sostiene che dovrei contribuire al ripristino della sua scala: marmi e mattonelle. Cosa devo fare? Grazie in anticipo.
Salvatore Sessa Ricercatore universitario
2.0 0 feedback
Salve,
sembrerebbe dalla descrizione che gli immobili siano siti in un condominio o comunque siano soggetti ad un qualche tipo di comunione; in tal caso, i lavori di ripristino competono a tutti i proprietari, secondo proporzioni variabili a seconda dei casi. Piu' che l'uso esclusivo della scala, conta la proprieta' della stessa e la sua posizione nel fabbricato.
Distinguiamo anzitutto la parte strutturale (cioe' il solaio e l'impermeabilizzazione) e le finiture (cioe' gli intonaci, le piastrelle ed i marmi), ovviamente intendo solo i rivestimenti della parte di pianerottolo che si trova sopra la sua pertinenza, non l'intera scala.
Se gli immobili non sono in condominio oppure se il pianerottolo non fa parte della copertura dello stesso, le spese alle parti strutturali sono a carico suo e del suo vicino in parti uguali.
Per le spese per i rivestimenti, viceversa, dipende. In genere esse sono a carico di ciascun proprietario, cioe' il suo vicino paga piastrelle e marmi e lei l'intonaco - sentenza Cass. civ., sez. II, 22 agosto 1984, n. 7464.
Qualora i rivestimenti fossero stati danneggiati dalle infiltrazioni, invece, vanno pagati in comunione - sentenza Cass. civ., sez. III, 23 giugno 1999, n. 6398 - qualora non si possa dimostrare la responsabilita' di qualcuno nel danneggiamento. Tenga presente, pero', che lei puo' chiedere che i rivestimenti esistenti vengano recuperati e rimessi in opera (se economicamente conveniente) oppure che i nuovi rivestimenti siano di tipo economico.
Detto questo, c'e' la possibilita' di richiedere i danni per un'eventuale inerzia degli interessati. Cioe', se lei ha chiesto ufficialmente un intervento al suo vicino, che non ha voluto intervenire insieme a lei, puo' chiedere che una parte delle spese (i rivestimenti) le siano risarcite. Se non lo ha fatto, le consiglio di richiedere subito, in via ufficiale, l'intervento di riparazione in modo che possa essere risarcito per eventuali danni futuri.
Ovviamente il mio parere e' generico in quanto occorrerebbe valutare il caso specifico. Faccio inoltre presente che, qualora il pianerottolo sia di proprieta' condominiale (anche in presenza di uso esclusivo) o ne costituisse parte della copertura, il discorso si complicherebbe in quanto interverrebbero altre regole di ripartizione.
Spero di essere stato esaustivo. Resto a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti
Danila Autuori Marketing manager
2.0 0 feedback
Salve, in merito a quanto descritto, sembrerebbe che la questione si riferisca ad una terrazza/balcone incassato, caso in cui, la soletta è di proprietà comune tra i proprietari cui serve rispettivamente da piano di calpestio e da copertura. I solai che dividono le unità immobiliari poste su due piani sovrapposti sono di proprietà comune dei due (o più) condomini (presunzione comunione); il pavimento è di proprietà esclusiva del condomino del piano soprastante, ed il soffitto o la volta è di proprietà esclusiva del condomino del piano sottostante. Ai sensi dell’art. 1125 c.c., che disciplina la ripartizione delle spese di manutenzione e ricostruzione dei soffitti, delle volte e dei solai, si precisa che sono sostenute in parti uguali dai proprietari dei due piani l’uno all’altro sovrastanti, restando a carico del proprietario del piano superiore la copertura del pavimento ed a carico del proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto. Si annota, inoltre, che le prescrizioni da rispettare sono contenute nell’art. 1102 c.c. (Uso della cosa comune). Diversamente, l’art. 1126 c.c. disciplina l’ipotesi particolare di «lastrico solare di uso esclusivo», ovvero un lastrico su cui qualcuno può vantare un diritto d’uso esclusivo. Mentre la natura reale del diritto di proprietà sul lastrico solare è indubbia, altrettanto non può dirsi della natura del diritto d’uso sul lastrico solare previsto dall’art. 1126 c.c. , che potrebbe derivare dalla costituzione di un usufrutto, una servitù, un contratto di comodato o di locazione - in questa sede si farà riferimento alla generica espressione “diritto d’uso”, senza specificare la natura giuridica di tale «uso». Il lastrico solare, dunque, può essere destinato all’uso comune oppure all’uso esclusivo, determinandosi a seconda della fattispecie un diverso criterio di ripartizione delle spese. Quando invece l’uso del lastrico solare è di uso esclusivo, trova applicazione l’art. 1126 c.c. secondo il quale coloro che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per 1/3 alla spesa per le riparazioni e le ricostruzioni del lastrico stesso, mentre gli altri 2/3 sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano della porzione di piano di ciascuno. Requisiti per l’applicazione dell’art. 1126 c.c.: Uso esclusivo; Funzione di copertura; Inapplicabilità del criterio della responsabilità. Quando l’art. 1126 cod. civ. fa riferimento alla “porzione di piano” non intende la “porzione” della proprietà, ma la porzione come unità; pertanto anche se il lastrico solare copre una sola parte di una unità immobiliare, questa concorre alla ripartizione delle spese pari ai 2/3 dell’intero, restando a carico del proprietario/utilizzatore del lastrico il restante terzo (Tribunale Bologna sentenza n. 3343 del 27 novembre 2001). Con l’augurio di essere stata utile, resto a disposizione per eventuali chiarimenti. D.A.
Commenta la domanda

Non ci sono risposte

Rispondi alla domanda
Aiuto